Grotta Zinzolusa

Dov'è: lungo la costa adriatica, circa 20km a sud di Otranto, fra Santa Cesarea Terme e Castro Marina.

Vie d'acceso: A14 sino alla stazione Bari-Nord, tangenziale di Bari e statali 16 e 379 (molto trafficate) per Brindisi (oppure uscita dell'autostrada a Taranto-nord e statale 7, la via Appia fino, sino a Brindisi), superstrada per Lecce e da qui fino alla costa (San Cataldo), statale 611 litoranea per Otranto.

Quando e come andare: da  evitare luglio e agosto (per il caldo afoso e per l'affollamento delle strade e delle strutture ricettive lungo la costa) e l'inverno (per la possibilità di mareggiate). Ideali i mesi di settemnre e giugno. Mezzo consigliato: l'auto (buona soluzione il noleggio all'aeroporto di Brindisi, 90 km da Otranto), Da Castro Marina, barca.

L'ambiente: I 55 km da Otranto al Capo di Leuca sono fra i più suggestivi del Salento. Prevale la roccia compatta, lavorata dalle onde, che si immerge nelle acque limpide con lieve pendenza o vi precipita erta e scoscesa. Da Otranto, si potrebbe seguire la costa in barca, ma il percorso è lungo. Meglio far capo a Castro Marina (25km a sud) ove sono disponibili le barche che portano alla grotta, cmq raggiungibile da terra. Del resto anche la litoranea per da Otranto offre uno spettacolo molto interessante.  Da Castro Marina, il lento percorso in barca consente di osservare bene la parte sforacchiata da numerose cavità, tra cui la grotta Le Striare (Le Streghe) e la Palumnara (evidente il riferimento ai colombi selvatici, numerosi in passato).  Ben presto si giunge alla Zinzolusa, che si apre nel calcare al fondo di un'insenatura. Già alla bocca slargata ci si rende conto dell'ètimo: il soffitto è scoperto infatti da numerose stalattiti scure somiglianti a cenci (zinzuli, sono detti in dialetto gli stracci e indumenti appesi ad asciugare). La grotta ha uno sviluppo percorribile di metri 150; il primo tratto si conclude con il corridoio delle meraviglie, ricco di stalattiti e stalagmiti, e un pozzo (trabocchetto); il secondo, che reca evidente segni di erosione turbinosa dovuta a un preesistente corso d'acqua sotterraneo, termina in un cunicolo, il Cocito, che dà in due caverne sommerse (Abisso e Grotta dei Diavolo). La Zinzolusa ha anche rilevanza paleontologica e paletnologica, poichè vi sono stati trovati i resti d'una stazione del paleolitico e de neo-enolitico. Ma per tale aspetto vanno anche ricordate la grotta Romanellli (m500 a nord della Zinzolusa) e quella dei Cervi (nei pressi di Porto Badisco, a circa 200m dalla costa), purtroppo non aperte al pubblico. Nella Zinzolusa. come nelle altre grotte costiere, i laghetti e le cavità sommerse non comunicano col mare, ma sono alimentate da polle sorgive.

 


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